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Alla parte convenuta viene vietato di definirsi “cristiano“. – Domanda Giudiziale

27 Sep

Verwaltungsgericht Freiburg
Habsburger Straße 103
79104 Freiburg
21. settembre 2009
s-h

DOMANDA GIUDIZIALE

nella causa

1) Dieter Potzel

2) Dr. Peter Thurneysen

3) Matthias Holzbauer

4) Alfred Schulte

5) Dr. Gert-Joachim Hetzel

6) Dr. Christian Sailer
recapito comune
Max-Braun-Straße 2, 97828 Marktheidenfeld

– Richiedenti –
Rappresentati da: Avvocati
Dr. Christian Sailer und
Dr. Gert-Joachim Hetzel,
Max-Braun-Straße 2,
97828 Marktheidenfeld

contro

Arcivescovado/Diocesi di Friburgo, rappresentato
dall’arcivescovo Dr. Robert Zollitsch, Schoferstraße 2,
79098 Friburgo

– Parte convenuta –

con la richiesta di obbligo di astenersi dalla denominazione di “cristiano”.

In nome e per mandato dei richiedenti elencati (Allegato 1), presentiamo una

DOMANDA GIUDIZIALE

contro l’arcivescovado di Friburgo e richiediamo quanto segue:

I. Alla parte convenuta viene vietato di definirsi “cristiano“.

II. La parte convenuta sostiene i costi della controversia giuridica.

III. La sentenza è provvisoriamente esecutiva secondo quanto riportato al Nr. II.

E s p o s i z i o n e d e i m o t i v i

I. Oggetto del processo

I richiedenti chiedono:

che la parte convenuta non si definisca più “cristiana“. Può continuare a definirsi cattolica e può continuare a

reclutare forzatamente i suoi membri (per mezzo del battesimo dei neonati),

giustificare le guerre

mantenere il proprio patrimonio acquisito in gran parte con la violenza

minacciare gli uomini con l’immagine di un Dio punitore

esortare all’intolleranza

essere ostile alle donne e

approvare le sofferenze inflitte agli animali,

ma non dovrà più definirsi “cristiano”.

Milioni di persone in tutto il mondo si staccano dal complesso istituzionale ecclesiastico. Molte di loro si sforzano sinceramente di vivere come ha insegnato Gesù di Nazareth e secondo l’esempio che ci ha dato. Esse hanno riconosciuto che ciò che insegnano e fanno i complessi istituzionali ecclesiastici, in particolar modo la chiesa cattolica, non ha nulla in comune con l’insegnamento di Gesù, il Cristo.

Molti di questi cristiani liberi che da neonati, senza chiedere il loro consenso, sono stati incorporati da questa istituzione, hanno cercato di liberarsi dalle macchie di questa organizzazione non-cristiana, chiedendo che il loro nome venisse cancellato dal registro dei battezzati. La chiesa cattolica – e del resto anche la chiesa evangelica luterana – si rifiutano categoricamente di farlo, affermando che il battesimo non può essere revocato.

Il cardinale cattolico Antonio Maria Rouco, il 13 luglio 2004 rilasciò una dichiarazione al servizio di informazioni cattolico KATH.NET, affermando che il battesimo sarebbe valido per sempre e in eternità e che “sarebbe parte del nostro DNA”.

Questa affermazione manifesta chiaramente l’atteggiamento della chiesa cattolica, come viene stabilito anche negli insegnamenti cattolici.

Il Cristo disse, come viene riportato originariamente anche nelle Bibbie della chiesa: “Prima insegnate e poi battezzate“. La chiesa ha invece istituito l’obbligo del battesimo dei neonati e tiene in piedi ancor oggi questa pratica. Questa manipolazione di bambini minorenni, che vengono in tal modo incorporati da un’istituzione per l’eternità, con le note conseguenze a livello psichico, come le neurosi ecclesiogene o – peggio ancora – i traumi che non vengono superati per tutta la vita dovuti ai crimini commessi da pedofili, sono cose assolutamente non-cristiane e costituiscono uno scherno nei confronti di Gesù, il Cristo.

Il rifiuto da parte della chiesa di rinunciare alla pretesa nei confronti di coloro che si allontanano da essa e di liberarli dalle catene con cui li tiene legati a sé, ha indotto dei cristiani liberi, che seguono il Cristo del Discorso della Montagna in tutto il mondo, e tra i quali si trovano anche i richiedenti, ad analizzare in modo più intenso il cattolicesimo. Il numero soprendentemente grande di fatti venuti alla luce dimostra che la chiesa cattolica schernisce il predicato “cristiano” non soltanto con il suo obbligo del battesimo, ma anche con tutta la sua dottrina e tutta la sua storia.

Per questo motivo, il 19.8.2009 i richiedenti hanno esortato i 27 vescovi delle diocesi cattoliche a non definirsi più “cristiani” e a darne conferma ai richiedenti entro il 20.9.2009.

Negli ultimi 30 anni, lo Spirito del Cristo-Dio, per mezzo della parola profetica, ha offerto più volte un dialogo alle guide dell’istituzione cattolica. Il clero han gettato al vento tutte le Sue parole e non ha ritenuto necessario dare una risposta. Ed è esattamente nello stesso modo che hanno reagito i vescovi anche questa volta, cotringendo così i richiedenti a chiedere aiuto ai tribunali. I richiedenti presentano quindi la presente causa nei confronti della diocesi del Presidente della Conferenza episcopale tedesca.

I querelanti hanno esposto i motivi della loro richiesta nella loro lettera di diffida del 19.8.2009, formulandoli nel seguente modo:
Ascoltate, voi vescovi!

Il gioco è finito!

Smettete di denominarvi “cristiani!”

Per secoli il complesso istituzionale che è la chiesa che voi presiedete ha preso in giro gli uomini come se fossero degli stolti, per poter soggiogare il popolo sotto l’aspetto religioso e continuare a dissanguarli, facendo loro pagare da bravi le tasse alle chiese.
Ma ora viene sempre più alla luce che l’istituzione alla quale voi presiedete ha sempre parlato di Gesù, il Cristo, come se fosse la Sua erede legittima, mentre in realtà voi avete calpestato e schernito senza tregua la Sua eredità con i vostri insegnamenti – e ancor di più con le vostre azioni – e continuate a farlo anche oggi. Giorno per giorno crocifiggete di nuovo Gesù, il Cristo, poiché fate il contrario di ciò che Egli voleva. E poi trascinate per le strade, in un corteo trionfale, Colui che in realtà è risorto come un uomo morto appeso in croce, come se fosse un trofeo che voi avete ammazzato.
L’istituzione che voi rappresentate, che altro pratica se non caccia alle eredità a livello spirituale, falsificazione e abuso spirituale di denominazione? E anche ipocrisia, dato che vi adornate di un nome che non vi spetta, dal momento che è chiaro che avete tradito il vero insegnamento e l’esempio etico e morale di Gesù di Nazareth. Se non fosse così, il passato della vostra istituzione non sarebbe stracolmo di sangue e di crimini. E se non fosse così, vi comportereste almeno oggi secondo l’esempio che il Nazareno ha dato con la Sua vita.

Ma non si può assolutamente dire che sia così, come spiegheremo subito (cfr. anche la documentazione allegata).

Gesù insegnò: “Prima insegnate e poi battezzate”. In questo modo lascia a ognuno il libero arbitrio. Invece voi vi impadronite dei neonati, instillate loro complessi di colpa fin dai primi anni di vita, minacciate con le pene dell’inferno e con la dannazione eterna, estorcendo così obbedienza e tasse da pagare alla chiesa. Le conseguenze sono non di rado molte malattie psichiche, come per esempio le nevrosi ecclesiogene e degenerazioni come la pedofilia. Qualsiasi altra organizzazione sarebbe già stata vietata da molto tempo quale organizzazione totalitaria e per mancato rispetto della costituzione e violazione dei diritti umani.

Che cosa disse Gesù quando scacciò dal tempio di Gerusalemme i commercianti che vendevano animali vivi da offrire in sacrificio? “La Mia casa dovrà essere una casa di preghiera per tutti i popoli! Ma voi invece ne avete fatto un covo di ladri!” (Mc 11,17)

Niente paura: non vi vogliamo assolutamente scacciare dai vostri covi sfarzosi e dai vostri palazzi. Potete tranquillamente restarvi e credere ciò che volete, dal momento che la fede non può essere dimostrata. Potete anche continuare a farvi pagare da coloro che approvano le cerimonie e i riti provenienti dal paganesimo e che desiderano continuare a venerare le ossa di defunti e le statue di presunti “Santi”.

Definitevi cattolici e nessuno ve lo contesterà!
Vogliamo soltanto una cosa: non continuate a chiamarvi “cristiani”!

Infatti, tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E ciò che avete fatto per secoli fino ad oggi dell’insegnamento originario puro di Gesù di Nazaret è motivo di vera e propria indignazione per coloro che prendono sul serio Gesù, il Cristo, e il Suo insegnamento, il Discorso della Montagna, nella loro vita e lo mettono in pratica passo per passo.

Adesso basta! Infatti è proprio così: i seguaci di Gesù, il Cristo, esistono ancora ed essi non si sono lasciati annebbiare il cervello da litanie e parole bigotte, ma sono ancora in grado di ragionare e di distinguere il bene dal male nel loro cuore, come ci ha insegnato il Nazareno. Essi hanno ancora una mente lucida per comprendere ciò che intendeva il grande Maestro dell’umanità, Gesù, il Cristo, quando disse: “Non accumulate tesori sulla terra, che la tignola e la ruggine consumano!”, “Chi mette mano alla spada, perirà di spada!”, “Prima insegnate e poi battezzate”, “E’ meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli”, “Non fatevi chiamare padre”, “Soltanto uno è Santo, vostro Padre nei cieli”.

Queste frasi sono forse così difficili da comprendere? Eppure, la vostra istituzione è riuscita ad agire in modo contrario ad ognuna di queste poche frasi elencate e lo ha fatto addirittura in nome di Gesù, il Cristo, provocando indicibili sofferenze, facendo versare un mare di lacrime e di sangue all’umanità – per farsi poi anche pagare per questo! Fino ad oggi la chiesa non si è ancora veramente distanziata da questo passato segnato da crimini. E questo nonostante Karl-Heinz Deschner, uno dei più importanti critici dei nostri giorni, dopo aver studiato per decenni la storia della chiesa sia arrivato alla conclusione che:

“Dopo essermi occupato intensamente della storia del cristianesimo, non conosco alcun’altra organizzazione nel mondo – sia nell’antichità, nel Medioevo e nell’epoca moderna, incluso e in modo particolare il ventesimo secolo – che si sia macchiata in modo così continuo e terribile di crimini come la chiesa cristiana, in particolar modo la chiesa romana cattolica.” (La chiesa offesa, pag. 42 s.)

E’ abbastanza! E’ ora che il nome di Gesù, il Cristo, il più grande profeta di Dio di tutti i tempi, venga finalmente riabilitato. In croce Egli divenne il nostro Redentore che è risorto e che farà ritorno nello Spirito, ma voi continuate ancora a tenerlo in croce.

Nonostante tutte le persecuzioni che avete perpetrato nel corso della storia, malgrado l’inquisizione e lo sterminio di tutti i “movimenti eretici”, e nonostante l’inquisizione “moderna” dei nostri giorni – rieccoci qua! Ci siamo assunti il compito di riabilitare Gesù, il Cristo. Siamo cristiani liberi che seguono le orme di Gesù di Nazareth, che nel Suo pensiero era per la libertà, che non considerano il Suo discorso della Montagna come un’utopia, bensì come l’unica possibilità realistica che resta ancora agli uomini di oggi. E proprio perché abbiamo a cuore Gesù, il Cristo, proprio perché Egli è il nostro Amico dei cieli e Fratello divino, il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime, ci rifiutiamo di accettare ancora che voi e la vostra dottrina ecclesiastica istituzionale continuate ad abusare del Suo nome per ben altri scopi. Pertanto:

Continuate pure a godervi il vostro patrimonio di miliardi, continuate ad accumulare le vostre azioni, partecipazioni e immobili del vostro gruppo istituzionale ecclesiastico, mentre più di un miliardo di persone soffre la fame – ma allora vi preghiamo di non definirvi più “cristiani”!
Continuate pure ad arricchirvi con i versamenti di miliardi provenienti dai contribuenti, con sovvenzioni statali per ogni cosa immaginabile, inclusi i vostri stipendi da vescovi, mentre milioni di persone nel popolo sono disoccupate e soffrono per la povertà, per lo meno finché i contribuenti accettano tutto ciò e i pecoroni che sono vostri succubi all’interno del governo permettono che ciò avvenga . Ma allora non definitevi più “cristiani”!Continuate pure a diffondere la “favola sociale” che racconta che il sistema sociale tedesco crollerebbe se non esistesse la chiesa, nonostante quasi il 100% di tutte le strutture pubbliche sociali della chiesa vengano pagate dallo Stato o dai rispettivi utenti. Ma allora non continuate a definirvi “cristiani”, perché ciò comporterebbe il rispetto dell’ottavo Comandamento!Continuate pure a giustificare guerre e interventi bellici e, se possibile, fate credere ancora alle vedove dei soldati che sarebbe la volontà di Dio “difendere la Germania nelle montagne dell’Indukush” – ma allora non definitevi più “cristiani”!Continuate a instillare ai fedeli che esisterebbe un “inferno eterno” e un “Dio che punisce”, gettandoli così in sofferenze psichiche e allontanandoli dal nostro Padre dei cieli, che è soltanto amore – ma allora definitevi “cattolici” e non più “cristiani”!
Continuate pure ad affermare con i vostri dogmi che “nessuno al di fuori della chiesa cattolica, né pagano, né ebreo, né infedele” potrà aver parte alla vita eterna, ma che finirà “nel fuoco eterno … che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Neuner/Roos, Nr. 381). Questo è il vostro modo di comportarvi e il vostro atteggiamento cattolico minaccioso, ma non è cristiano.Continuate pure a discriminare le donne, finché esse non si ribellano – ma allora non definitevi più “cristiani”. Continuate a coprire i pedofili tra le file del vostro clero, trasferiteli da una parrocchia all’altra, finché alla fine interi paesi e città usciranno dalla chiesa, perché ne avranno abbastanza e non vorranno più star a guardare queste cose – ma allora non definitevi più “cristiani” per piacere!Continuate pure ad accontentarvi del fatto che molte persone facciano del male nella società come membri della vostra chiesa, senza etica e morale, senza regole di comportamento, senza stile e senza buoncostume – ma allora non permettete che essi si definiscano ancora “cristiani”!

Calpestate pure ancora gli insegnamenti della fede attiva che ci ha portato Gesù, il Cristo (“Chi ascolta queste Mie parole e le mette in pratica è come un uomo saggio …); continuate ad annunciare la vostra struttura di dogmi pagani, i vostri sacramenti e riti. Continuate a chiamarvi “cattolici”, e nessuno ve lo contesterà. Ma non definitevi più “cristiani”!

Approvate pure ancora le terribili crudeltà commesse contro gli animali nei nostri giorni nei laboratori di sperimentazione e negli allevamenti intensivi – ma allora non definitevi più “cristiani”. Perché Gesù di Nazareth era un amico degli animali.

E’ più che abbastanza! Non contestiamo la vostra fede! Ma vi esortiamo a non usare più la denominazione di “cristiani”. Se non ce lo confermerete entro il 20.9.2009, ricorreremo ai tribunali contro questo presuntuoso abuso di denominazione, per riabilitare il Cristo.

Trattandosi di una questione di interesse pubblico, ci riserveremo di informare l’opinione pubblica.

Presentiamo come oggetto della presente causa l’esposizione della diffida e la documentazione allegata alla diffida, formulata nel seguente modo:

Documentazione

La chiesa cattolica non si dovrebbe più definire “cristiana”!

Che cosa direbbe Gesù di Nazareth se venisse di nuovo sulla terra nei nostri giorni e vedesse che cos’ha fatto la chiesa di ciò che Egli ha portato con la Sua vita?

Il Vaticano – il più grande guerrafondaio

Gesù, il Cristo, ha insegnato l’amore per i nemici e la non-violenza: “Chi mette mano alla spada, perirà di spada”.
Il Papato a Roma, con il papa quale monarca assoluto dello Stato della chiesa, ha condotto molte volte lui stesso delle guerre e ha partecipato a guerre civili. I papi hanno fomentato ripetutamente guerre e le hanno sostenute, hanno addirittura istigato interi popoli alla guerra – per esempio i Bizantini contro gli Ostrogoti, i Franchi contro i Longobardi, i Normanni contro gli Svevi e viceversa. Nel XVII° secolo, il Vaticano fomentò la guerra dei 30 anni in Germania, e nel 1914 l’ambasciatore vaticano a Vienna istigò gli Asburghi contro i Serbi nella prima guerra mondiale. Poco prima della seconda guerra mondiale, Papa Pio XII° fece sapere a Hitler che “si sarebbe astenuto da qualsiasi condanna nei confronti della Germania, se avesse dichiarato guerra alla Polonia” (Deschner, Un secolo di storia della salvezza, vol. 2, pag. 41). I cappellani militari cattolici di tutti e due i fronti hanno sempre inviato i soldati nelle battaglie con la “benedizione di Dio”. Il Vaticano sostenne tutti i dittatori fascisti e di destra in Europa e in America latina. Dopo la seconda guerra mondiale, il cardinale cattolico Frings fu il primo a richiedere il riarmo della Repubblica Federale.
Il clero cattolico ebbe un ruolo determinante nel genocidio perpetrato dai fascisti croati contro i serbi ortodossi tra il 1941 e il 1943, così come nelle epurazioni sanguinarie operate in Argentina tra il 1976 e il 1983 e per il genocidio commesso dagli Hutu nei confronti dei Tutsi in Ruanda nel 1994.
Gesuiti prominenti giustificarono addirittura la preparazione di armi atomiche, accettando come conseguenza la distruzione di interi popoli.
Durante la Guerra del Golfo, nel 1991, Papa Giovanni Paolo II affermò: “Non siamo pacifisti”. E nel 1995 esortò a condurre una “guerra giusta” in Bosnia. Il papa attualmente in carica, quand’era ancora cardinale Josef Ratzinger, poco prima di essere eletto, rifiutò il pacifismo, definendolo “non cristiano”. Quindi egli rifiuta il Cristo!
Fino ad oggi il Vaticano giustifica anche la pena di morte nel suo catechismo.

Intolleranza invece di amore per il prossimo

Gesù ha esortato tutti gli uomini alla fratellanza e ha rispettato il loro libero arbitrio.
Invece la chiesa ha sempre perseguitato in modo cruento le persone di altra fede. Dai Marcioniti ai Catari e ai Bogomili, fino ad arrivare ai Valdesi e ai Battisti, essa ha sempre sterminato tutti i movimenti che si riallacciavano al cristianesimo originario. Con le sue parole d’ordine sovversive è corresponsabile dei pogrom degli ebrei, ha istituito l’inquisizione e acceso la caccia alle streghe. Ha diffuso l’insegnamento ecclesiastico con il fuoco e la spada ed ha quindi sulla coscienza il genocidio degli Indios e il depredamento di un intero continente. Il Vaticano perseguita anche oggi le minoranze religiose.

Le ricchezze della chiesa sono denaro macchiato di sangue
Gesù visse nella semplicità e insegnò che l’uomo “non dovrebbe accumulare tesori che la tignola e la ruggine consumano”.

Invece, nel corso di molti secoli, la chiesa ha accumulato immense ricchezze, depredando la popolazione, facendo riscuotere in modo spietato la decima per la chiesa, arricchendosi con le vittime dell’Inquisizione e dei roghi delle streghe, falsificando documenti, con la caccia alle eredità e garantendosi l’esenzione dalle tasse e sovvenzioni statali che sono ancora in vigore in molti Stati anche nei nostri giorni. Il “bene” che la chiesa opera nel mondo, non viene finanziato da lei con il suo immenso patrimonio, ma piuttosto con le donazioni fatte dai fedeli e con le sovvenzioni statali.
In Germania queste sovvenzioni – senza tener conto delle tasse pagate alla chiesa e delle sovvenzioni statali per le strutture pubbliche della chiesa – ammontano almeno a 14 miliardi di Euro all’anno costituiti da sovvenzioni dirette e esenzioni dalle tasse. Anche gli stipendi dei vescovi, con tutta la loro “corte”, vengono pagati dallo Stato e in questo caso dai rispettivi Länder.

Papa e chiesa – messaggeri del male

Gesù insegnò il Dio dell’amore che ama tutti i Suoi figli allo stesso modo e fa tutto il possibile per riaverli presso di sé. Non ha insegnato che esiste un inferno eterno. E non ha nemmeno insegnato di battezzare i neonati, ma disse: “Prima insegnate e poi battezzate”.
Invece la chiesa ha istituito il battesimo obbligatorio dei neonati e lo insegna ancor oggi. Un neonato non ha alcuna possibilità di opporsi. Ciò è contrario a Gesù di Nazareth; si tratta di una manipolazione, di una restrizione spirituale imposta dai genitori ai neonati indifesi su incarico della chiesa.
E non è tutto: la chiesa diffonde ancor oggi il concetto pagano di un Dio che punisce, che castiga tutti gli uomini che non ubbidiscono alla casta sacerdotale, inviandoli alla dannazione eterna. In questo modo essa incute paura e terrore ancor oggi a un gran numero di persone, mina la loro salute spirituale e le fa allontanare da Dio. Questo è un peccato contro lo Spirito Santo.
Tutti questi fardelli che la chiesa impone agli uomini provocano molte malattie psichiche, tra il resto le cosiddette nevrosi ecclesiogene. Dato che tante persone ne sono colpite, possiamo comprendere perché il nostro mondo è ridotto in questo modo.

La produzione di complessi di colpa da parte della chiesa ostile alla sessualità
La chiesa carica gli uomini di terribili complessi di colpa, minacciandoli continuamente con colpe e con la dannazione eterna. E poi ha la presunzione di affermare di poter perdonare i peccati per mezzo dei suoi sacerdoti, che in realtà non li possono perdonare. (In questo caso la Bibbia è stata volutamente manipolata: in realtà gli uomini dovrebbero perdonarsi a vicenda i loro peccati – nel Padre nostro si prega infatti giustamente: “… come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.)
Si trasmette l’impressione: “Siete tutti peccatori e finirete eventualmente all’inferno, a meno che non vi sottomettiate alle nostre cerimonie”. Questo è un ricatto spirituale. Se lo facesse lo Stato o un’associazione, si interverrebbe subito dicendo: è terrorismo nei confronti delle anime.Anche l’ostilità della chiesa nei confronti della sessualità provoca gravi problemi nella società, soprattutto tra i sacerdoti. L’obbligo del celibato non ha alcun fondamento biblico, ma è una pura tradizione della chiesa e tra il resto una condizione innaturale, l’espressione dell’ostilità della chiesa verso la sessualità. Il celibato è spesso causa di pedofilia e dei terribili crimini che ne derivano.
Bambini e giovani divengono schiavi di sacerdoti pedofili
Malgrado tutte le dichiarazioni e i bei discorsi, i crimini sessuali commessi tra le fila del clero non vengono ancora chiariti in modo coerente. Ci sono continuamente bambini e giovani che divengono schiavi di sacerdoti pedofili. I sacerdoti pedofili sono stati protetti per decenni e trasferiti da una parrocchia all’altra. Anche questo è un peccato contro lo Spirito Santo, perché non solo si lasciano alle spalle giovani psichicamente traumatizzati, ma essi vengono anche estraniati da Dio. Gli innumerevoli bambini affidati agli istituti che hanno subito abusi nelle strutture cattoliche e sono stati costretti a lavorare, non hanno ricevuto alcun risarcimento fino ad oggi.

Il falso “Santo Padre” a Roma

Gesù era un uomo semplice e modesto che rendeva onore a Dio in ogni cosa.
I suoi presunti seguaci si sono circondati in tutti i tempi di tutto lo sfarzo possibile, dissanguando il popolo. Coltivano il culto della persona e si fanno venerare come “Santo Padre”, nonostante Gesù abbia detto: “Non fatevi chiamare padre”, e “soltanto uno è Santo, vostro Padre nei cieli”. Nel Padre Nostro ci rivolgiamo a questo Padre chiamandolo semplicemente “padre”, mentre ci viene richiesto di rivolgerci al suo presunto rappresentante sulla terra chiamandolo “Sua Santità”. Il sommo sacerdote della chiesa romana che indossa vesti pagane è forse più di Dio?

Gesù non voleva una casta sacerdotale

Gesù non istituì sacerdoti e non fondò nemmeno una chiesa. Egli insegnò agli uomini la religione interiore del cuore, poiché: “Il Regno di Dio è insito in voi!”.
Invece la chiesa ha fatto esattamente il contrario di ciò che voleva Gesù, trasformando gli inizi positivi del primo cristianesimo: ha creato una chiesa sacerdotale gerarchica con riti, recipienti, vesti e usanze che, come può essere dimostrato, provengono tutti dal paganesimo. La chiesa ha legato e lega gli uomini a riti pagani esteriori come l’adorazione dei Santi, pellegrinaggi, le messe rituali, l’acqua santa, le cerimonie per i sacramenti e li tiene in tal modo prigionieri di una religione esteriorizzata.

L’ostilità della chiesa nei confronti delle donne e dei bambini

Gesù si è sempre impegnato per le donne e perché le donne abbiano gli stessi diritti.
Invece la chiesa reprime le donne fin da quando è sorta, imponendo loro il marchio di persone di seconda categoria, facendole torturare con metodi ben scelti nel corso della persecuzione delle streghe e giustiziandole in modo crudele. I figli illegittimi dei sacerdoti divennero schiavi della chiesa. Anche nei nostri giorni le donne non hanno gli stessi diritti nella chiesa. I bambini nati da rapporti con i sacerdoti vengono estraniati dai loro padri e devono accontentarsi di un sostentamento minimo.

Il tradimento nei confronti degli animali

Gesù amava gli animali. Quando andò a digiunare nel deserto, essi si avvicinarono a Lui e fecero amicizia con Lui. I primi cristiani erano in gran parte vegetariani ed escludevano non solo i soldati, ma anche i cacciatori, dalle loro comunità.
Fino ad oggi la chiesa afferma che gli animali non hanno un’anima e giustifica il maltrattamento e le sofferenze di milioni di animali nei laboratori di ricerca, negli allevamenti intensivi e a causa della caccia. L’indifferenza sorta a seguito degli insegnamenti della chiesa, per non dire il disprezzo della natura e degli animali, ha una parte determinante di responsabilità per lo sfruttamento smisurato e brutale della natura su tutta la terra che sperimentiamo nei nostri giorni. In ultima analisi, queste sono anche le radici della catastrofe climatica.

Nonostante tutte queste chiare contraddizioni,
la chiesa continua a denominarsi “cristiana”.
E’ uno scandalo che non vogliamo più accettare.

Basta con questo abuso di denominazione da parte della chiesa!
Siamo cristiani liberi che si impegnano per il Cristo del Discorso della Montagna. Ci sentiamo collegati con il Cristo, che visse in mezzo a noi come Gesù di Nazareth, e sentiamo di avere un impegno verso di lui. Nessuno è obbligato a orientare la propria vita sull’insegnamento originario del Nazareno. Tuttavia, chi si definisce “cristiano” non dovrebbe fare continuamente il contrario di ciò che voleva e di ciò che insegnò Gesù, il grande Maestro della libertà.

Proviamo a immaginare che un nostro antenato abbia sviluppato un prodotto unico di ottima qualità, inserendolo sul mercato. Questo prodotto inizialmente ha riscontrato una grande stima tra i consumatori, che lo hanno apprezzato molto. Poi è però arrivato un imitatore che ha creato un prodotto di qualità minore sotto il nome del nostro antenato; ha quindi lo stesso nome, ma esso non ha lo stesso valore e può addirittura provocare dei danni alle persone che lo usano anche solo per poco tempo. Come reagiremmo?

Resteremmo a guardare oppure cercheremmo di far notare questo inganno ai nostri simili, questa pirateria o abuso di denominazione, e di avvertirli?

Alla documentazione è allegato un elenco delle fonti bibliografiche in base alle quali è possibile dimostrare tutti i fatti esposti e altri ancora:

Fonti:
Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo
(nove volumi pubblicati in tedesco, otto in italiano)Karlheinz Deschner, Un secolo di storia della chiesa, e:
La politica dei Papi nel XX° secoloKarlheinz Deschner, Opus Diaboli
Horst Herrmann, Kirchenfürsten (I principi della chiesa)
Horst Herrmann, Passion der Grausamkeit (Passione di crudeltà)
J.R. Grigulevic, Ketzer-Hexen-Inquisitoren (Eretici, streghe, inquisitori)
Hubertus Mynarek, Die neue Inquisition (La nuova inquisizione)
Hubertus Mynarek, Herren und Knechte der Kirche (Padroni e servi della chiesa)
Matthias Holzbauer, Der Steinadler und sein Schwefelgeruch (L’aquila reale e il suo odore di zolfo)
Matthias Holzbauer, Verfolgte Gottsucher (Cercatori di Dio perseguitati)
Matthias Holzbauer und Gert Hetzel, Des Satans alte Kleider (Le vecchie vesti di Satana)
Peter de Rosa, Gottes erste Diener (I primi servi di Dio)
Curzio Maltese, Scheinheilige Geschäfte – die Finanzen des Vatikans (Affari ipocriti – le finanze del Vaticano)
Carsten Frerk, Finanzen und Vermögen der Kirche (Finanze e patrimoni della chiesa)
Vladimir Dedijer, Jasenovac – das jugoslawische Auschwitz und der Vatikan (Jasenovac – l’Auschwitz jugoslavo e il Vaticano)
Wer sitzt auf dem Stuhl Petri?, Band 1-3, Verlag Das Wort (Chi siede sul trono di Pietro? Vol. 1 –3)
Wynfrith Noll, Wenn Frommsein krank macht (Quando essere devoti fa ammalare)
Ernst Klee, „Die SA Jesu Christi“ (La SA di Gesù Cristo)
Neuner und Roos, Der Glaube der Kirche (La fede della chiesa)
Carl Anders Skriver, Der Verrat der Kirchen an den Tieren (Il tradimento della chiesa verso gli animali)
Elinor Burket und Frank Bruni, Das Buch der Schande – Kinder und sexueller Missbrauch in der katholischen Kirche (Il libro della vergogna – bambini e abusi sessuali nella chiesa cattolica)

Ripetiamo ancora una volta: i richiedenti non contestano alla chiesa cattolica il suo cattolicesimo o la denominazione di cattolico. Il punto è che non si definisca più “cristiana”.

Forse i richiedenti non avrebbero avuto alcun motivo di analizzare più a fondo la dottrina non-cristiana e le opere del cattolicesimo, se non si fossero visti costretti a farlo per il modo scandaloso in cui la loro persona è stata incorporata con il battesimo e il conseguente rifiuto categorico da parte della chiesa di liberare dalle sue grinfie neonati battezzati forzatamente.

La definizione di “cristiana” in relazione alla chiesa cattolica è un arrogante abuso di denominazione. A causa di questo malvagio inganno, innumerevoli persone sono state e vengono raggirate per quanto riguarda i veri insegnamenti e le motivazioni del cattolicesimo. Ciò vale anche per i genitori ingenui dei richiedenti che hanno affidato i loro bambini alla chiesa riponendo in essa la fiducia che venissero educati nello Spirito di Gesù, il Cristo. I richiedenti e tutti coloro che compiono la volontà di Dio si oppongono al fatto che si abusi del nome del Cristo per questo malvagio incorporamento di persone e al rifiuto di revocarlo.

Nel campo dell’economia – del quale si può dire che faccia parte anche il complesso istituzionale cattolico, visto il suo immenso patrimonio che ammonta a miliardi – non viene per esempio ammesso, che un’impresa venda bevande alcoliche, definendole “salutari” oppure “analcoliche”. In questo caso le si farebbe causa per abuso di definizione, dato che ciò costituirebbe un pericolo per gli uomini e sarebbe addirittura un caso per la procura.

E se qualcuno dovesse affermare che la chiesa cattolica esiste già da molto tempo – e per questo deve provenire da Dio, gli si dovrebbe rispondere: se così tante macchinazioni della chiesa esistono per così tanto tempo, ciò deve essere di Satana, perché tutti coloro che aspiravano ad un vero cristianesimo, sia che si trattasse di profeti, uomini e donne illuminati, comunità del Cristianesimo originario e non per ultimo Gesù, il Cristo, sono stati falsificati dai detentori ecclesiastici del potere, sono stati calunniati, discriminati, rovinati con calunnie e molti di loro sono stati anche uccisi. Queste sono le loro opere – fino ad oggi.

I vescovi della chiesa cattolica non hanno alcun diritto di presentarsi per il nome di Gesù, il Cristo, o in Suo nome. Son stati istituiti dal papa e hanno l’obbligo di obbedienza nei suoi confronti. Il papa viene a sua volta eletto dai vescovi. Egli non ha nulla a che fare con Gesù, il Cristo, dato che non è stato istituito dal Cristo (“Non fatevi chiamare Rabbi”), (“Soltanto uno è vostro Padre, il Padre dei cieli”), né compie la volontà di Dio o di Suo Figlio, il Cristo.

I richiedenti e tutti coloro che compiono la volontà di Dio, invece, sono successori legittimi di Gesù, poiché nel Suo Testamento, il Nuovo Testamento, Egli ha stabilito: “Chi è Mio fratello, chi è Mia sorella? Coloro che compiono la volontà del Padre Mio che è nei cieli”.

I richiedenti sono i messaggeri di Dio sulla terra e aspirano a raggiungere sulla terra il principio supremo che dice:

Sii sempre fedele e onesto fino alla tua ultima dimora
e non allontanarti nemmeno di un pollice dalle vie del Signore.

Per questo motivo denunciano l’allontanamento del cattolicesimo dall’insegnamento di Gesù, il Cristo, e in particolare l’abuso del Suo Nome.

Per i Cristiani delle Origini o veri cristiani vale il principio “collega e sii”. Per la chiesa cattolica vale “separa, lega e domina.”

I richiedenti sono i membri del consiglio direttivo della comunità di fede Das Universelle Leben Aller Kulturen Weltweit (La Vita Univesale di tutte le culture in tutto il mondo) e parlano a nome di milioni di cristiani delle origini in tutto il mondo. Essi rappresentano una comunità religiosa ufficialmente riconosciuta e sono quindi alla pari dei membri del consiglio direttivo dell’istituzione cattolica. Esiste comunque una differenza in riferimento a Gesù Cristo. I richiedenti e tutti coloro che compiono la volontà di Dio sono i rappresentanti legittimi di Gesù, poiché compiono la volontà di Dio e non hanno calpestato per millenni gli insegnamenti di Dio e quelli di Suo Figlio, il Cristo. Quali successori legittimi di Gesù hanno il compito di tutelare il Suo nome da qualsiasi tipo di abuso o scherno da parte del cattolicesimo.

Ognuno dei richiedenti è interessato anche in modo diretto, poiché è stato incorporato da un’istituzione contro la propria volontà, e non soltanto per tutta la vita, ma in eterno, con un battesimo somministrato senza la propria approvazione, per il quale la chiesa si riferisce espressamente a Gesù Cristo. Ciò è in aperta contraddizione con gli insegnamenti di Gesù e costituisce un prepotente abuso del nome di Colui che i richiedenti si sono assunti il compito di riabilitare in questa incarnazione: Gesù Cristo.

I richiedenti e tutti coloro che compiono la volontà di Dio non accettano il disonore di essere iscritti contro la propria volontà nel registro e nel campo di potere di un’istituzione del tipo della chiesa cattolica e in particolare si rifiutano di accettarlo in riferimento a Gesù, il Cristo, dato che anche questo costituisce un abuso del Suo nome.

Maggiori particolari sul battesimo obbligatorio:

La parte convenuta acquisisce i suoi membri con un atto obbligatorio, ossia con il battesimo di neonati privi di volontà propria, come viene stabilito nel Can. 96 del codice di diritto canonico:

"Con il battesimo l’uomo viene incorporato alla chiesa del Cristo …“ Il battesimo viene in genere somministrato ai neonati. I genitori cattolici credono che il bambino appena nato porti in sé la macchia del peccato originale, dal quale può essere liberato soltanto con il battestimo.
.

Nel Catechismo della chiesa cattolica valido ancor oggi si legge letteralmente:

"Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio, alla quale tutti gli uomini sono chiamati … La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita.” (Catechismo, par. 1250)

E nel Codice di diritto canonico, al canone 867 – § 1, si legge:

"I genitori sono tenuti all'obbligo di provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane; al più presto dopo la nascita, anzi anche prima di essa, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e vi si preparino debitamente.”.

Nel caso in cui il bambino fosse in pericolo di morte, il battesimo deve essere somministrato addirittura contro la volontà dei genitori, come previsto dal canone 868, §2 del codice di diritto canonico:

"Il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori.”

La maggior parte dei genitori cattolici si sottomette a queste prescrizioni e fa battezzare i propri bambini al più presto, in genere poche settimane dopo la nascita. Secondo l’opinione dominante, per farlo è sufficiente il loro diritto all’educazione, nonostante il battesimo, secondo l’insegnamento cattolico, leghi il battezzato in modo indissolubile. Il Catechismo cattolico afferma in merito quanto segue:

"Divenuto membro della chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso, ma a colui che è morto e resuscitato per noi. Perciò è chiamato a sottomettersi agli altri, a servirli nella comunione della chiesa, ad essere obbediente e sottomesso ai capi della chiesa e a trattarli con rispetto e carità." (Catechismo, par. 1269)

Il battezzato viene incorporato alla chiesa cattolica in modo irrevocabile (cfr. in merito anche Campenhausen, Hdb. d.Staatskirchenrechts der Bundesrepublik Deutschland – Manuale del diritto di Stato della chiesa della Repubblica Federale Tedesca -, 2. ed., Berlino 1994, Pag. 759 ss.), e per questo motivo la chiesa si rifiuta di cancellare dal registro dei battezzati coloro che si allontanano da essa.

II. Legittimazione dei richiedenti
1. Malgrado la chiesa cattolica abbia perseguitato tutti i movimenti del cristianesimo originario che si rifacevano direttamente a Gesù di Nazareth e rifiutavano il fatto che il Suo insegnamento fosse stato distorto dalla chiesa, a partire dai Marcioniti, ai Catari e ai Bogomili, fino ad arrivare ai Valdesi e ai Battisti, nella nostra epoca è sorto ancora una volta un movimento del cristianesimo originario. I suoi insegnamenti non sono costituiti da dogmi, cerimonie e gerarchie, come vengono annunciati e praticati dalle chiese; il suo punto centrale è il Discorso della Montagna. Una fede che porta a mettere in pratica il Discorso della Montagna e i Dieci Comandamenti nella vita quotidiana – secondo i princìpi dell’uguaglianza, della libertà, dell’unità, della fratellanza e della giustizia che ne deriva.

Il Cristianesimo Originario di oggi è ormai divenuto un movimento mondiale. Non prevede alcuna iscrizione fissa come membri; è soltanto per i rapporti giuridici che nei singoli paesi si sono costituiti soggetti di diritto che portano il nome della comunità di fede, organizzano incontri e diffondono le pubblicazioni scritte. Il rappresentante ufficiale di tutta la comunità di fede è l’associazione con sede in Germania “Das Universelle Leben Aller Kulturen Weltweit e.V.”. I richiedenti di cui ai punti 1), 3), 4), 5) e 6) sono membri del consiglio direttivo di questa associazione e quindi in modo particolare rappresentati dei Cristiani delle Origini.

2. In nome della libertà dei cristiani che seguono l’insegnamento di Gesù di Nazareth basato sulla libertà, i richiedenti si oppongono al reclutamento forzato precedente-mente descritto di persone come membri dell’organizzazione cattolica romana. Attualmente i richiedenti sperimentano che la parte convenuta si rifiuta addirittura di cancellare dai libri della chiesa le persone uscite dall’istituzione. L’organizzazione cattolica si avvinghia alle anime degli ex-membri con i suoi documenti e questo costituisce per i richiedenti un ulteriore motivo di denunciare l’atteggiamento non-cristiano degli accusati.

Questo incorporamento non avviene soltanto per mezzo di un unico atto di costrizione esercitato con il battesimo dei neonati, ma si protrae dopo di esso per tutta la vita, dato che abbandonare la chiesa, secondo la concezione della parte in causa, pone soltanto termine esteriormente all’apparte-nenza alla chiesa come membri (art. 2, par. 3, Legge bavarese sui contributi ecclesiastici.) La facoltà di dichiarare la propria uscita dalla chiesa si riferisce alla legge del Reich del 15.7.1921 (RGBl, pag. 939, 1263) in merito all’educazione religiosa dei bambini, secondo la quale, dopo aver compiuto 14 anni, al bambino viene concessa la libertà di decidere della propria appartenenza ad una confessione (§5, 1). In Baviera, sulla base dell’art. 137, par. 1 della Costituzione bavarese, ciò avviene all’età di 18 anni compiuti, anziché 14 anni.

Per usufruire della possibilità che spetta loro di staccarsi da una confessione, sarebbe necessario un atto di forza che trattiene molti giovani già a priori dal prendere seriamente in esame questo passo: per molti anni, nelle lezioni di religione e in aggiunta anche nelle apposite lezioni di preparazione alla comunione e alla cresima, è stata infatti spiegata loro una fede, secondo la quale abbandonare la chiesa sarebbe un “peccato mortale”.

Già il solo fatto di trascurare il cosiddetto dovere domenicale viene considerato un “peccato grave” (cfr. Catechismo, par. 2181).

Ciò vale ancora di più nel momento in cui si si allontana definitivamente dalla chiesa cattolica uscendo dalla chiesa. In una dichiarazione rilasciata dai Vescovi diocesani tedeschi si legge:

"Pertanto, se un cattolico dichiara di uscire dalla chiesa – per qualsiasi motivo – ciò costituisce una grave colpa nei confronti della comunità ecclesiastica” (Dichiarazione dei vescovi diocesiani del dicembre 1969, cit. da Campenhausen, loc. cit., pag. 761)

La dichiarazione dei vescovi, che parla di una “grave colpa” si riferisce alla definizione del peccato mortale quale “grave” colpa (cfr. Catechismo, par. 1857: “E’ peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave …”)
Secondo la dottrina della chiesa cattolica, ciò porta ad una “morte eterna dell’inferno”, come viene definito espressamente dal Catechismo Cattolico nel caso di un peccato grave.

L’obbligo del battesimo e il trattenere i membri acquisiti in modo forzato, minacciandoli con eterne pene dell’inferno contraddice lo Spirito libero di Gesù, il Cristo,che disse: “(Prima) istruite e (poi) battezzate.” Il battesimo obbligatorio contraddice inoltre la libertà di religione prevista dall’art. 4 della Costituzione tedesca e dall’art. 9 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo che include la libertà di scegliere la propria religione; essa viene resa estremamente difficile o rispettivamente esclusa con il meccanismo del battesimo dei neonati e in seguito con la minaccia di punizioni per i peccati nel caso di abbandono della chiesa. E infine, la violenza spirituale esercitata sui neonati con il battesimo obbligatorio contraddice la dignità umana ai sensi dell’art. 1, par. 1 della Costituzione tedesca.

Il fatto che finora nessuno si sia indignato per questo e gli interessati si siano lasciati convincere dalla spiegazione che i genitori avrebbero agito per il battezzato minorenne, può soltanto essere ricondotto a una lunga tradizione che ha portato ad abituarsi a questo sistema medioevale e al terribile messaggio. In realtà si tratta di una tradizione contraria ai diritti dell’uomo, alla quale i cristiani liberi si oppongono, come a suo tempo i cittadini liberi si ribellarono al commercio degli schiavi e alla segregazione razziale.

III. Non è soltanto una questione interna della chiesa

1. La presunzione del proprio nome

La parte convenuta afferma di se stessa di essere “uno con il Cristo” (Catechismo della Chiesa Cattolica, par. 795) e di essere quale chiesa il “corpo di Cristo” (par. 805). Il capo della parte convocata afferma di se stesso di essere il “vicario di Cristo” (Catechismo, par. 882).

Inoltre i tribunali sono a conoscenza del fatto che la parte convocata si definisce “cristiana“ e si rifà a Gesù di Nazareth, e pertanto in pubblico si parla in generale della “chiesa cristiana”.

2. L’operato verso l’esterno

La chiesa cattolica agisce come tale anche sull’opinione pubblica. Essa ritiene di avere l’incarico di formare l’opinione pubblica e di avere addirittura un “mandato di sorveglianza” di cui essa si serve per imporre la “fede cristiana”. (Cfr. Schlaich, Der Öffentlichkeitsauftrag der Kirchen, in: Handbuch des Staatskirchenrechts, – Manuale di diritto della chiesa di Stato – Vol.2, 2a ed., 1995, pag.131 ss, 157). La parte convenuta porta avanti il suo mandato pubblico soprattutto con memorandum.

Nella nuova costituzione del Land Brandenburg, datata 20.8.1992, questo mandato pubblico viene addirittura riconosciuto espressamente nell’art. 38. Inoltre viene inserito nei contratti con la chiesa, per esempio nel contratto con la chiesa della Bassa Sassonia (1955), nel contratto con la chiesa dello Schleswig-Holstein (1957), dell’Assia (1960) e della Renania-Palatinato (1962) (Cfr. Schlaich, loc. cit., pag. 131. La costituzione dello Stato libero della Sassonia, nell’art. 109 parla dell’”importanza delle chiese … per rinforzare le fondamenta religiose e morali della vita umana”.

Nella misura in cui la chiesa cattolica ritiene di essere autorizzata ad accompagnare la vita pubblica sotto l’aspetto della religione e di valutarlo in questo senso“ (Jeand’heur/Korioth, Grundzüge des Staatskirchenrechts -Principi fondamentali del diritto ecclesiastico di stato -, 1999, cifra 64) opera verso l’esterno con autorità come ente di diritto pubblico (cfr. Schlaich, loc. cit. pag. 161). Nel momento in cui il suo operato entra nella sfera dei diritti di terzi, la competenza è dei tribunali di Stato (cfr. Korioth in Maunz-Dürig, cifra 52 in merito all’art. 140). Ciò vale sia per affermazioni fatte dalla chiesa in merito a terzi, sia per l’usufrutto di prestazioni statali da parte della chiesa che comportano uno svantaggio nei confronti di terzi.

La violazione della libertà di sviluppo dal punto di vista religioso dei richiedenti
Questi svantaggi possono essere costituiti da restrizioni di diritti fondamentali per quanto riguarda la tutela della libertà di sviluppo della vita religiosa, come previsto dall’articolo 4 della Costituzione tedesca.

1. L’effetto dei diritti fondamentali nei confronti di terzi

La giurisdizione e la bibliografia specifica sono concordi nell’affermare che compromissioni ai diritti fondamentali possono essere effettuate non solo direttamente e con ordini e costrizioni, ma anche di fatto in modo indiretto (cfr. per es. Cremer, loc. cit. Pag. 150, Pieroth/Schlink, Grudrechte – diritti fondamentali -, 22° ed., 2006, cifra 238 ss). Questi interventi di fatto possono avvenire non solo direttamente per mezzo dello Stato, per esempio con avvertimenti da parte dello Stato contro determinati prodotti o con sovvenzioni statali di determinate attività, ma anche per mezzo di persone naturali o giuridiche che vengono favorite dallo Stato e che acquisiscono in tal modo una posizione competitiva di vantaggio rispetto ai concorrenti. E’ ormai indiscusso che anche le posizioni garantite dai diritti fondamentali possono costituire la base per i diritti alla difesa. Nel campo che non riguarda lo Stato (sia che si tratti di richiedenti privati o tra privati ed enti pubblici), i diritti fondamentali hanno validità nella forma di “un effetto indiretto su terzi” (Pieroth/Schlink, loc. cit., cifra. 181; Cremer, loc. cit.., pag. 456 ss). Da ciò deriva che si può arrivare a “costellazioni di compromissione a più poli”. (Pieroth/Schlink, loc. cit. cifra 181, Cremer, loc. cit., Pag. 161, wolfgang Roth, Faktische Eingriffe in Freiheit und Eigentum – Interventi di fatto nella libertà e nella proprietà -, 1994, pag. 298 ss.). La tutela dei diritti fondamentali e il diritto di far esaminare la legittimità delle compromissioni, in questi casi non si rivolge soltanto contro lo Stato che rende possibili le compromissioni, ma anche contro i compromettenti stessi, che siano privati o di diritto pubblico. A seconda se la compromissione avvenga in base al diritto privato o a quello pubblico, la tutela dei diritti fondamentali viene perseguita dai tribunali civili oppure dai tribunali amministrativi. In ogni caso, si tratta di esaminare restrizioni di fatto ai diritti fondamentali da parte non statale.

In questo senso, l’importanza dell’effetto indiretto su terzi viene considerata soprattutto per il fatto “che esso aiuta a tutelare la libertà e l’uguaglianza anche nelle condizioni della società industriale moderna estremamente complessa. Esse hanno infatti come presupposto … condizioni di simmetria reale, nella quale ogni cittadino ha le stesse possibilità di perseguire e realizzare i propri interessi. Questa simmetria di fatto oggi viene spesso messa da parte o in pericolo non soltanto dal potere dello stato, ma anche da quello economico e sociale.” (Pieroth/Schlink, loc. cit. cifra 183).

2. Libertà messa in pericolo dal potere
eccessivo delle chiese

Un tale pericolo sussiste nel rapporto tra le grandi chiese e i nuovi movimenti religiosi, nel senso che alle chiese vengono concessi diversi privilegi e vengono concesse ingenti sovvenzioni a svantaggio di altre comunità religiose e dei loro seguaci. E’ possibile trovare una relazione molto esplicita di questi privilegi e misure di sovvenzione nel volume di Czermak, Religions- und Weltanschauungsrecht (Diritto di religione e di ideologia), 2007, pag. 23 e s:

„Lo Stato mantiene numerose facoltà teologiche cristiane per la formazione non soltanto di insegnanti di religione, ma anche di sacerdoti. Le finanzia con i contributi di tutti i cittadini, corredandole in modo molto generoso (§ 17 I 4) …In particolar modo in Baviera, le cosiddette cattedre del concordato dovrebbero (originariamente) servire soprattutto per esercitare un influsso cristiano sugli studenti alle facoltà di scienze dell’educazione, nonostante le scuole elementari, secondo la Corte Costituzionale federale (1975), malgrado la loro definizione poco chiara di “Scuole comunitarie cristiane”, non possono essere caratterizzate dalla fede cristiana, ma al massimo da un accento di cultura cristiana (§ 17 I 5).”
– „…“ Lo Stato finanzia tutti i cappellani militari e inoltre l’attività pastorale nelle carceri e nel corpo della polizia. L’attività pastorale per l’esercito (§ 17 II 1,2) viene integrata con le lezioni sulla vita (§ 7 II 2 d) che vengono tenute da cappellani militari sulla base della fede cristiana su incarico dello Stato.”

– „…“ Alcune regioni (Länder) tedesche, in particolar modo la Baviera, portano avanti una politica scolastica decisamente cristiana (§ 13 III, IV). Perfino il simbolo della croce, espressione della fede cristiana, viene utilizzato dallo Stato e dai comuni in dotazione non soltanto di scuole e stanze per i malati e pertanto sfere di importanza sociale e pubblica, ma addirittura delle sale dei tribunali e dei consigli, addirittura per il parlamento – luoghi di potere esclusivamente laico (§ 10 V 3).”

– „Lo Stato paga vescovi, canonici e altri appartenenti al clero con il denaro dei contribuenti anche di altra fede e che non sono legati ad alcuna confessione (§ 15 III 1 b). Sostiene generosamente con i mezzi pubblici raduni della chiesa (Kirchentag) e perfino seminari per i sacerdoti, anche quando le casse pubbliche non dispongono di molti mezzi”. (cifra 47)
Quasi nessuno conosce le dimensioni effettive delle sovvenzioni statali alle chiese … Come parte dei finanziamenti alle chiese, includendo le sovvenzioni indirette di denaro (rinuncia a incassi da parte dello Stato) sono addirittura più ingenti degli incassi derivanti dalle tasse alle chiese. Nell’elenco che segue non si tiene conto delle sovvenzioni per strutture sociali della chiesa. Per farsi un’idea delle dimensioni: per esempio (cifre risalenti al 1999-2001) per il finanziamento delle lezioni di religione (1,342 miliardi), per le facoltà teologiche statali e altri istituti ecclesiastici di istruzione (600 miliardi – stima minima), per l’attività pastorale militare (27 miliardi), per l’attività pastorale nel corpo di polizia e nelle carceri, per la remunerazione di vescovi e altri appartenenti al clero, per finanziare giornate liturgiche, debiti su edifici ecclesiastici, sovvenzioni edili di ogni tipi (fino a seminari per i sacerdoti), agevolazioni su sovratasse, prestazione per il mantenimento di monumenti, istruzione permanente degli adulti (in particolar modo accademica), lavoro per i giovani, radio (‘trasmissioni di terzi’ mandate in onda gratuitamente), ammende stabilite dai tribunali, provvedimenti per i disoccupati, iniziative per creare posti di lavoro, lavoro per i paesi esteri (cultura, aiuti per lo sviluppo, missioni). Riassumendo, Frerk calcola che nel duemila lo Stato abbia versato sovvenzioni dirette di 8,3 miliardi, abbia rinunciato a incassare 10 miliardi e a ciò si aggiungono anche gli incassi ai quali lo Stato rinuncia, dovuti al fatto che i contributi pagati dai privati alle chiese possono essere detratti totalmente dalla dichiarazione dei redditi, per un importo che ammonta ogni anno a non meno di 2,6 miliardi o rispettivamente a 3,75 miliardi nel 2004. Questi importi tuttavia non sono a vantaggio delle chiese, bensì dei contribuenti che pagano tasse alle chiese e che vengono quindi sovvenzionati da tutti gli altri contribuenti.
„Lo Stato si è impegnato per contratto in tutta una serie di debiti ingenti di durata indeterminata, nonostante non abbia ancora fatto fronte all’obbligo di estinguere tutti i pagamenti storici esistenti nell’anno 1919, compresi quelli dei nuovi Länder.” (§ 15 III 3 e)“ Molte minoranze religiose, in contraddizione ai risultati di ricerche scientifiche, vengono diffamate in modo generico con la definizione di ‘sette’, vengono discriminate e svantaggiate da organi di Stato. Perfino la relazione finale, in confronto piuttosto reale, della competente Commissione di inchiesta del parlamento federale (1998) non ha prestato alcuna attenzione a movimenti ecclesiastici particolari come l’Opus Dei, il cui carattere totalitario e il cui forte influsso sono stati documentati nel migliore dei modi.“ (Cifra 51) „…“ „A partire dagli anni ‘70, le cosiddette sette, come si usava definire in modo denigratorio le comunità religiose più piccole e soprattutto quelle estranee, si sono trovate al centro dell’interesse pubblico. Si parlava volentieri (e spesso incorrettamente) di ‘religioni dei giovani’ oppure di ‘sette dei giovani’ oppure anche di nuovi movimenti religiosi. In diversi reportages e filmati, basandosi anche su storie inventate, si è riusciti a far nascere con buoni risultati l’impressione generica che un gran numero di questi gruppi lavorasse con metodi che denigrano l’uomo come il terrore psicologico, che abusassero sistematicamente di bambini con lo scopo di indottrinarli, impedissero alle persone di abbandonare il gruppo con minacce, esercitassero uno sfruttamento economico o sessuale e molte altre cose, tanto da costituire una minaccia per la società. Già il solo fatto di affermare senza ragione, e senza esaminarlo, che qualcuno appartenesse ad una ‘setta’ poteva avere come conseguenza la distruzione della sua base esistenziale; organi di Stato e ‘incaricati per le sette’ ecclesiastici istigarono l’opinione pubblica con avvertimenti dati in pubblico … Gli incaricati per le sette istituiti dalle grandi chiese, in primo luogo da quella evangelica, incominciarono ad esercitare la loro attività con un grande influsso nel momento in cui il numero di persone che lasciavano la chiesa stava aumentando sempre più; proprio a causa della loro stessa erosione interiore, le chiese considerarono le ‘sette’ come una concorrenza. Con un lavoro molto intenso svolto nell’ambito dell’opinione pubblica, gli incaricati per le sette sono riusciti a trasmettere ai mass media, ai politici, alle strutture educative e anche ai tribunali il loro modo di considerare il problema.” (cifra 206)

Per le minoranze religiose, e quindi anche per i Cristiani liberi per il Cristo del Discorso della Montagna di tutte le culture in tutto il mondo e i loro seguaci, ossia per i richiedenti, tutto ciò portò ad una compromissione della loro libertà di sviluppo della vita religiosa, ai sensi dall’art. 4 della Costituzione tedesca. E’ chiaro che subiscono molti gravi svantaggi a confronto della chiesa cattolica e dei suoi membri, come risulta dalle sovvenzioni di Stato descritte poco sopra. Perfino nello Stato di stampo pluralistico previsto dalla Costituzione tedesca la chiesa cattolica è divenuta un fattore di potere nella politica e nella società ed esercita un forte influsso sull’opinione pubblica sul modo di trattare le minoranze religiose che oggi vengono denigrate in modo generico come ‘sette’, a seguito di una campagna portata avanti per anni da un incaricato per le sette ecclesiastico. Mentre lo Stato sostiene con i soldi dei contribuenti lo sviluppo dello sfarzo e del potere delle chiese in incontri pubblici, come per esempio nelle giornate liturgiche, i seguaci di una minoranza religiosa hanno difficoltà anche solo per ricevere l’autorizzazione per uno stand informativo. Mentre lo Stato concede privilegi illimitati alla chiesa cattolica, le minoranze religiose devono sopravvivere con l’aiuto di donazioni e incontrano difficoltà nel momento in cui chiedono che il loro impegno religioso venga riconosciuto come attività di pubblica utilità.

3. Altri motivi per la legittimazione dei richiedenti a intentare un’azione legale

Il fatto che le compromissioni della libertà di sviluppo della vita religiosa siano legali o illecite, e che non si tratti quindi soltanto di compromissioni dei diritti fondamentali, bensì di violazione degli stessi, dipende – come nel caso di qualsiasi altra compromissione dei diritti fondamentali – dalla loro legittimazione. Se alla chiesa cattolica vengono concessi privilegi o sovvenzioni a scapito di altre comunità religiose e dei loro seguaci, perché viene considerata cristana, mentre in realtà non lo è, viene a mancare questa legittimazione. La concessione di privilegi ecclesiastici da parte dello Stato e il conseguente trattamento disuguale a scapito di altre comunità religiose avviene pertanto senza la motivazione originaria determinante e rappresenta quindi una violazione del principio fondamentale della parità di trattamento previsto dall’art. 3 della Costituzione tedesca. Tale illegalità non va tuttavia attribuita soltanto allo Stato, ma anche alla chiesa, nel momento in cui si appropria di questi privilegi con informazioni non vere, affermando espressamente o dando implicitamente l’impressione di essere cristiana, mentre in realtà non lo è.

E’ un po’ come nel caso di un imprenditore che operi per conto dello Stato e, come tale, violi i diritti fondamentali di terzi, oppure come nel caso di un imprenditore che riceve una sovvenzione statale e, usufruendo di questa sovvenzione, comprometta le possibilità imprenditoriali della concorrenza. Questa violazione non avviene soltanto a causa delle misure prese concretamente dalla persona che agisce per conto dello Stato o che ha ricevuto la sovvenzione, bensì già nel momento in cui è stato dato il mandato di operare per conto dello Stato o è stata concessa la sovvenzione (Cremer, Grundrechte der Freiheit – Diritti fondamentali della libertà- , 2003, pag. 164 e 166). Quindi, se l’imprenditore o il sovvenzionato si appropria con raggiri del mandato statale o rispettivamente della sovvenzione, non è illecito soltanto l’atto di concessione del mandato o della sovvenzione, ma è illecito nei confronti di terzi anche il modo di agire di colui che opera per conto dello Stato o rispettivamente l’usufrutto di diritto privato del sovvenzionato, dato che non possiede uno dei presupposti che renderebbero possibile la sua azione come autorità statale o di diritto privato. Il diritto di difesa del terzo interessato non si rivolgerà quindi soltanto verso lo Stato che ha concesso il mandato di agire per suo conto o ha versato la sovvenzione, bensì anche in modo diretto verso colui che agisce per mandato statale o verso il sovvenzionato.

E nel caso in cui sussista concretamente il pericolo che questo mandato dello Stato o rispettivamente le sovvenzioni che minacciano i diritti fondamentali vengano ripetutamente concesse o raggiunte, in base all art. 19., par. 4 della Costituzione tedesca, in collegamento con il § 40 del Regolamento dei tribunali amministrativi, si può ricorrere alla possibilità di far valere una tutela preventiva del diritto per mezzo di un’azione di diffida. (cfr. Kopp/Schenke, Regolamento dei tribunali amministrativi, 13. ed., nota introduttiva., § 40, cifra 34).

4. L’abuso di denominazione causa una violazione del diritto

4.1 Definendosi con il nome di “cristiana”, la chiesa cattolica si crea non soltanto la possibilità di dare giudizi “cristiani” sulla società e la politica, su persone di altra fede o su atei, ma anche quella di avvalersi di ciò che lo Stato e la società concedono soltanto alla chiesa nel cosiddetto Occidente cristiano: in particolar modo ingenti sovvenzioni, una particolare reputazione all’interno della società, particolari diritti istituzionalizzati di partecipare alla sfera statale e pubblica, come per esempio all’interno di programmi radiotelevisi pubblici, consigli etici, consultazioni su leggi, ricevimenti di Stato e altre cose del genere. L’attributo di “cristiana” e il rifarsi a Gesù di Nazareth costituiscono la base per la legittimazione di tutte queste cose. La chiesa opera quale rappresentante “del cristianesimo”, che nel cosiddetto Occidente cristiano viene ancora considerato particolarmente meritevole di sostegno. Se la parte convocata non fosse una comunità religiosa “cristiana”, non riceverebbe nemmeno lontanamente le sovvenzioni statali di cui gode al momento con donazioni finanziarie, esenzione da tasse, privilegi politici e sociali. Ritenere che si tratti di una “chiesa cristiana” è un presupposto scontato, in base al quale l’accusata ha ricevuto e riceve sostegno politico e sociale che le permette di godere attualmente di una posizione religiosa ed ideologica predominante in Germania.

4.2 Come è stato spiegato all’inizio della motivazione della querela, la chiesa cattolica si definisce tuttavia a torto “cristiana” e si richiama a torto a Gesù di Nazareth.

Che cosa sia “cristiano“ e se qualcuno si possa richiamare a Gesù di Nazareth è un’affermazione che racchiude sia elementi concreti, sia di valutazione. Il punto di riferimento è costituito dall’insegnamento di Gesù di Nazareth.

Sicuramente esistono comportamenti e insegnamenti di comunità religiose di cui si può discutere se corrispondono o meno all’insegnamento del Nazareno. In questo caso si tratterebbe di giudizi dati nell’ambito di un margine di valutazione sostenibile. Un giudizio diviene tuttavia un’affermazione di fatto nel momento in cui si trova “al di fuori di un margine di tolleranza sostenibile”. (cfr. Wenzel, Das Recht der Wort- und Bildberichterstattung – Il diritto della cronaca scritta e in immagini -, 5. ed., cap. 4, cifra 78)

E in questo caso è così. Il comportamento e l’insegnamento dell’accusata precedentemente descritti non hanno chiaramente più nulla in comune con l’insegnamento del Nazareno, ma sono diametralmente opposti ad esso. Per questo, il fatto che la chiesa affermi di essere “cristiana” e di richiamarsi a ragione a Gesù di Nazareth costituisce una dichiarazione non vera dei fatti.

Dato che presenta continuamente questa dichiarazione di fatto o espressamente o implicitamente, appropriandosi così dei vantaggi statali precedentemente descritti, per via dei quali la concorrenza religiosa, e in particolar modo i richiedenti, subiscono gravi svantaggi, essi possono pretendere la cessazione di questa affermazione che non corrisponde a verità..

V. La violazione dei diritti della personabilità di Gesù di Nazareth

1. La tutela dell’immagine della Sua vita

Secondo la sentenza della Corte federale di giustizia, la tutela dei diritti generali

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Verfasst von - 27. September 2009 in Uncategorized

 

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